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Passo dei Pecorai, 68/70
50020 - Greve in Chianti (Fi)
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Storia del fabbricato, dove venite

Questa non è una bella casa di campagna come tante altre. Questo è un pezzo di storia. Non importa se vi piace o no, questo è quello che è ed esiste da 2300 anni. Ha bisogno, pretende il vostro rispetto. Non sappiamo quando è stato costruito tutto questo, sappiamo che il luogo e la strada sono etruschi. Sappiamo che è stato fatto in più parti e che l'ultima ristrutturazione del tetto ne ha rovinato l'aspetto anche se al momento sembrava una buona idea. Sappiamo che è stato costruito in più pezzi guardando di fronte, partendo da sx. Probabilmente il primo blocco era a due piani con il fienile sopra (altezza dei solai). Sappiamo che è stato allargato verso l'alto e verso dx, con la stalla che si spostava in questa direzione. Sappiamo che tutti i solai erano in legno ma nel 1982, quando iniziammo a ripararlo, le travi in legno non si trovavano e le altezze non ci consentivano di rimetterle nella gran parte dei casi. L'alternativa era dichiarare ufficialmente storico il fabbricato e non poterlo toccare. Tutte o quasi le stanze interne erano di passaggio, ingestibile ed inutlizzabile. Sappiamo che la parte sx fino al tetto risale al 1600 circa ma è tutto relativo visto che i sassi provengono dal fiume e sono tondi mentre i borghi di Tolano, Ciciano, Luciana, Cocula, storno e S. Martino in Valle, erano e sono molto a bozze squadrate. E' stato fatto uno sforzo gigantesco perché nel III piano, ci sono dei sassi che pesano diverse tonnellate e non sappiamo come abbiano fatto a portarli lassù. Facemmo fare lo studio di ristrutturazione da prof della facoltà di architettura di Firenze (M.G. Pinagli e la collega A. Santicioli), cercando di rispettare quanto possibile la bellezza interna della costruzione ed i suoi numerosi archi. Anche la scala all'interno è originale, è stata rivestita con nuovi scalini dello stesso materiale per non cadere ad ogni passo. Provate per capire, ad entrare una volta nel comune di Greve in Chianti e salire le scale. Pressappoco, era la stessa situazione. La parte sotto è ovviamente originale. Come sul palazzo del Comune, anche qua vi è un punto altimetrico catastale. E' uno dei più vecchi d'Italia. Senza questi capisaldi i vostri GPS non potrebbero funzionare. Ci dicono che risale intorno al 1870, il nuovo catasto italiano. Abbiamo, insomma, cercato di salvare il più possibile anche nei dettagli, rendendolo funzionale e vivibile ma cercando di far rimanere inalterato il fascino di questa costruzione anche attraverso gli arredamenti. Il pavimento in pietra all'ingresso, è stato trovato sotto quello esistente e rimesso in opera su un solaio. Gli altri pavimenti al piano terra sono stati rifatti con le "pianelle" originali. La struttura come tutte le case antiche, era stata costruita sulla terra. Sulla facciata anteriore e sotto la loggia, ci sono alcune sbollature di intonaco. Non dipendono dall'umido ma da due allagamenti seri (1992-1994), causati da lavori sbagliati alle fognature da parte del comune (sentenza del tribunale di Firenze). Il salnitro stacca gli intonaci e dobbiamo costantemente rifarli anche se crediamo di aver trovato il prodotto giusto per la risoluzione del problema. Abbiate pazienza ma anche questo fa parte della storia sempre che le variazioni climatiche non producano altri danni. Ottobre 2013 la Greve ha esondato in un modo che a memoria di generazioni non si ricordi. Sarà perché l'alveo del fiume è saluto ma è riuscita a passare sopra il ponte di Gabbiano ed arrivare qua. Pochi danni ma i muri a calce, hanno ovviamente "poppato". Alcuni oggetti erano veramente in quelle stanze 200 anni fa. Altri, come i tavoli più grandi, li trovate nel ristorante. L'idea era quella di farvi vivere la campagna nella sua realtà, com'era, com'è. Non di creare un lussuoso luogo in cui pochi eletti sarebbero potuti venire a causa dei prezzi di una dimora storica. Qui nessuno vi sta addosso perchè questa è l'atmosfera. Vestitevi e comportatevi come vi fa sentire più liberi nel rispetto degli altri che qui alloggiano e di quelli che verranno dopo. Siate tolleranti con noi e verso gli altri clienti. La parte più nuova risale invece alla fine degli anni 50 e parte degli anni 60. Strutturalmente le camere sono state rifatte qualche anno fa, pavimenti inclusi, come quelle del fabbricato storico. La mobilia qui è in stile ma l'isolamento più efficace che la pietra. E' un residencee bed and breakfast ed il requisito è di civile abitazione e la legge qua non prevede che le temperature scendano sotto gli zero gradi ma vallo a dire al clima. Quindi ci potranno essere giorni in cui di certo non fa freddo in appartamento ma di sicuro non si sta in mutande nel fabbricato storico. Pertanto, non fate prenotazioni last minute in inverno. Ci vogliono 2 gg prima di scaldare un appartamento a dovere.

Libri che parlano del Passo dei Pecorai

Uomini e bestie: novelle - Pagina 155

libro
Ferdinando Paolieri - 1920 - ‎Visualizzazione snippet - ‎Altre edizioni
... e tormentate dalla raffica implacabile! Quanti sogni!... Una sera, stanco e affamato, mi avvicinavo, col carniere vuoto, alla storica osteria del a Passo dei Pecorai n Passano di là, colle greggi lente accennate dal campano di IL FALCONE ...
 

Dossier Brimstone: Serie di Pendergast - Volume 3

libro2
La strada seguivagli arginidel fiume Greve, omonimo della cittàcheapparve ai loro occhi quando superarono il Passo dei Pecorai. Dopo una curva, Pendergast puntò l'indice verso un'antica torre merlata che svettava sopra la foresta, in cima a ...

Natìo borgo selvaggio: romanzo - Pagina 45

Libro 3
Ferdinando Paolieri - 1927 - ‎Visualizzazione snippet
... epoche favolose tra le genti dei nostri miti e che nulla avevano dell'uomo: mezze bestie, mezze deità. Al « Passo dei pecorai » nella celebre osteria dei cacciatori, si pranzò insieme al vergaio. Lì egli mi raccontò la prima storia di Maremma, ...

Michelangelo nel complesso delle sue opere - Volume 1 - Pagina 18

Libro 4
Armando Schiavo, ‎Michelangelo Buonarroti - 1990 - ‎Visualizzazione snippet
J) Sia pure per via femminile, la discendenza dei Buonarroti non è ancora estinta. Da Virginia Buonarroti, sposata a Clinto Castellucci, ... Abitualmente risiedono a Passo dei Pecorai (prov. La permanenza nel castello di Caprese durò poco. Pssssttt aggiungiamo, Elina Buonarroti, sposata Casprini.
 

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