Adesso passiamo ad esamimare il concetto base che ci fa fare le nostre scelte in materia di gusto. Cos'è la qualità? Se cibarsi è solo fornire al corpo i componenti nutritivi per lasopravvivenza, allora qualità è bilanciamento scientifico di sostanze e relativa garanzia di origine. Se invece qualità è anche gusto, sapore e quindi piacere, allora qualità deve anche seguire concetti come naturalità, metodi di allevamento o produzione, sapienza nel dosare e coniugare sapori e profumi. Se è qualità tipica dev'èssere per forza anche legata alla tradizione culturale altrimenti è innovazione.
Vogliamo fare un altro esempio? Venite a Firenze a vedere il... ...David di Michelangelo.
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| David di Michelangelo, retro | David di Michelangelo fronte |
Ebbene, quest'opera unica è stata creata da un uomo che come tutti gli uomini ha pregi e difetti. Anche la statua non è immune. Ha testa, mani e piedi evidentemente sproporzionati al resto del corpo. Questo la rende forse di meno valore rispetto ad opere come la pietà dello stesso autore? No, vi sono opere e creazioni che stimolano i sensi, come l'arte ed il cibo che non necessariamente devono essere perfetti. Semmai devono avere un senso, una logica dell'artista, una cultura che viene dal passato e che attraverso il presente, proietta gli uomini nel futuro. Se non fosse così, la vera qualità starebbe solo nelle copie perfette realizzate attraverso macchine industriali capaci di duplicare in modo esatto qualsiasi particolare. Il David non è un souvenir!
Quindi non ci sbagliamo, le dichiarazioni di troppi "principianti" che si sono affacciati al vino e che si sono sbracciati a sostenere vini industriali costruiti in cantina perfettamente bilanciati, probabilmente hanno sbagliato l'arte di produrre qualcosa di vivo e di dare sensazioni con la stampa in serie. Un vino naturale, dopo un 'ora di ossigenazione riacquista profumo, sapore e vita anche dopo 40 anni d'invecchiamento, Un vino costruito e totalmente stabilizzato, dopo un'ora se non diventa imbevibile non è certamente manco buono per farsi l'aceto per casa.
Valutiamo adesso l'evoluzione del chianti classico negli ultimi 25 anni. Scoprirete con profondo rammarico che il chianti classico di fatto non esiste più. Quello che trovate adesso è una copia pantografica pseudo industriale ed un prodotto che né per gusto né per storia, né per cultura, né per "costruzione" ha niente a che vedere con questo territorio.
Vi porrò quindi un altra domanda: voi andreste mai in Grecia per sentire del vino spagnolo? Non credo. Nemmeno in Gran Bretagna per assaggiare la cucina tipica Greca. Manco in Egitto a bere birra Tedesca. Con tutto il rispetto per gli eventuali locali che ivi propongono i loro prodotti tipici originali, questi, dovrebbero essere un'eccezione della regola e non la medesima. Se venite in Italia dovreste pertanto trovare prodotti tipici regionali (sinonimi di tipico= caratteristico, classico, locale, peculiare) il chianti classico attuale non ha niente a che vedere con la toscana. E' un vino internazionale, di struttura internazionale, senza un'anima.
Con l'abbandono delle campagne cominciato negli anni 70, già nei primi anni 80, le fattorie storicamente strutturate si trovarono a dover sostituire mano d'opera con macchine operatrici e ristrutturare gli appezzamenti promiscui. Nel 1986 accaddero in Italia due fatti fondamentali. Il primo fu lo scandalo del vino all'etanolo in cui una ventina di persone persero la vista ed altri la vita per un prodotto costruito male da alcuni produttori. Contemporaneamente e senza nessuna relazione tra i fatti, stava nascendo in Italia, la prima DOC. Al momento dello scandalo, solo 5 vini avevano ricevuto il riconoscimento. Onestamente non ricordo gli altri, ma uno di questi era il chianti classico. Tutti gli acquirenti si buttarono quindi su prodotti sicuri, quelli che appunto avevano ricevuto la DOC. Il problema venne risolto in corsa proprio nel 1986. Per aumentare la produzione venne diminuita la qualità cosi come noi la intendiamo e venne aumentata la produzione, venne tolta l'uva bianca e dedicata a vini alternativi come il Galestro.
Nel frattempo cerco di capire se quella che vado di sotto spiegando è una truffa allo stato, ai consumatori o entrambi oppure mi sono preso un abbaglio anche se la matematica mi supporta:)
| Tab 4 | ||
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| Cabernet Sauvignon | Merlot | Cabernet Franc |