|
|
Palazzo Pitti,
Piazza Pitti |
|
|
Orario Palatina: Da martedì a domenica, ore 8:15-18:50
La biglietteria chiude alle 18:05.
|
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale. Gli Appartamenti Reali sono chiusi ogni anno nel mese di
gennaio per manutenzione. |
|
Orario Galleria d'Arte Moderna:
Da martedì a domenica, ore 8:15-18:50.
La biglietteria chiude alle 18:05. |
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale |
Museo degli Argenti: Da lunedì a
domenica.
Ore 8:15 - 16:30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di marzo.
Ore 8:15 - 18:30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora
legale a ora solare.
Ore 8:15 - 19:30 nei mesi di giugno, luglio, agosto.
L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura. |
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale |
Galleria del Costume: Da lunedì a
domenica.
Ore 8:15 - 16:30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di marzo.
Ore 8:15 - 18:30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora
legale a ora solare.
Ore 8:15 - 19:30 nei mesi di giugno, luglio, agosto.
L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura. |
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale |
Museo delle Porcellane: Da lunedì a
domenica.
Ore 8:15 - 16:30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di marzo.
Ore 8:15 - 18:30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora
legale a ora solare.
Ore 8:15 - 19:30 nei mesi di giugno, luglio, agosto.
L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura. |
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale |
Giardino di Boboli: Da lunedì a
domenica.
Ore 8:15 - 16:30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di marzo.
Ore 8:15 - 18:30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre.
Ore 8:15 - 17:30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora
legale a ora solare.
Ore 8:15 - 19:30 nei mesi di giugno, luglio, agosto.
L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura. |
Chiusura: tutti i lunedì; Capodanno, 1°
maggio, Natale |
|




|
La storia ... e cominciamo
con una curiosità.
Il Palazzo Pitti come dice il nome
non fu edificato dai Medici ma dalla famiglia dei Pitti e più precisamente
da Luca Pitti (1395-1472), mercante e banchiere, su disegno del più grande
dell'epoca (se non di tutti i tempi), Filippo Brunelleschi. Si trattava di
rivalità e le specifiche inderogabili del Pitti furono 2: che dentro la
piazza antistante il palazzo di potesse entrare in abbondanza tutto il
palazzo Medici. Che le finestre del palazzo Pitti fossero più grandi della
porta principale del medesimo palazzo Medici. Effettivamente tutto
combacia anche se non vi sono documenti che comprovano queste richieste.
La costruzione del palazzo cominciò intorno al 1457 sotto la direzione
ufficiale del Fancelli allievo del Brunelleschi morto 12 anni prima. Le
gare finanziare in genere trovano un vincente e diversi perdenti,
soprattutto tr a
quelli che sopravvalutano le proprie possibilità finanziare. Nel 1464 i
lavori si interruppero totalmente, come pariteticamente fecero gli Strozzi
con il loro palazzo. Lo stato dei lavori comunque, permise alla famiglia
Pitti di risiedere nel palazzo dal 1469 anche dopo la morte del Luca
avvenuta 1472. Risollevatesi le sorti della famiglia, vendettero il
Palazzo ad Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici che riteneva
la zona dell'Oltrarno pià salubre del centro. La poveretta soffriva di
tubercolosi, i figli erano cagionevoli di salute e due di loro già passati
a miglior vita, mentre l'emorragie polmonari per la Principessa erano
anche troppo frequenti. Il palazzo divenne così la principale residenza
dei Medici, senza cambiare di fatto nome, e dando origine alla
straordinaria rinascita del quartiere di Oltrarno, via via che le nobili
famiglie della città imitarono i granduchi facendo a gara a costruire
residenze nobiliari sulle appena tagliate Via Maggio o Via dei Serragli.
"Nel 1560 fu realizzato il primo ampliamento del palazzo ad opera di
Bartolomeo Ammannati, che edificò, tra l'altro, l'impone nte cortile a più
piani (ampiamente copiata da altri palazzi europei, come il Luxembourg di
Parigi), mentre la sistemazione dei giardini era già stata iniziata nel
1551 da Niccolò Tribolo, uno dei primi grandi esempi di "giardino
all'italiana". Il disegno originale dei Gucciardini era incentrato su un
anfiteatro centrale, che venne realizzato sfruttando la conformazione
naturale della collina, dove frequentemente vennero rappresentate commedie
e tragedie di ispirazione classica, come alcune scritte da Giovan Battista
Cini, mentre le scenografie erano curate dall'architetto di corte
Baldassarre Lanci."
Nel 1565 Giorgio Vasari costruì il
famoso "Corridoio Vasariano" che passando per il ponte Vecchio poteva
collegare Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio attraversando anche la chiesa di
Santa Felicita. la commissione e l'idea "geniale", permise ai Medici di
recarsi al lavoro senza passare per le strade cittadine e mettendosi al
sicuro da possibili attacchi o rivolte da parte dei cittadini o da sicari
di famiglie rivali. Nello stesso periodo, tra il 1558 e il 1570
l'Ammannati costruì lo scalone monumentale, ampliò le ali laterali del
palazzo verso il giardino chiudendolo ad
ovest
da un corpo sovrastato da una terrazza da cui era possibile accedere agli
appartamenti Signorili del primo piano. da quel punto il colmo della
collina è a pari altezza dando una visione d'insieme del giardino che
sfrutta la conformazio ne
della collina davvero spettacolare. Nel 1641 vi fu posta anche la fontana
del "Carciofo", disegnata dall'assistente del Giambologna, tal Francesco
Susini. Da vedere anche le due Grotte, quella di Mosè dove concrezioni
calcaree e statue di puttini che nuotano nella vasca danno un effetto
particolare e l'altra, dell'Ammanati, composta
di tre ambienti che legano pittura, scultura ed architettura in un magico
effetto illusionistico e con giochi d'acqua. Nel 1616 fu fatto il concorso
per ampliare il palazzo dal lato piazza, concorso che fu vinto da Giulio
Parigi, nipote dell'Ammannati e che condusse l'allungamento del corpo
della facciata dal 1618, poi terminato da Alfonso Parigi, il figlio, nel
1631. Nel secolo successivo vennero aggiunte le
due ali laterali mentre gran parte delle
decorazioni e degli affreschi interni in stile manierista furono eseguite
nel '600 in gran parte da Pietro da Cortona (1596-1669).
Il controllo mediceo su Firenze e la Toscana terminò con la morte di Gian
Gastone de' Medici nel 1737. Gli sopravvisse la sorella Anna Maria Luisa
che però, essendo donna, non poté fregiarsi del titolo di granduca di
Toscana, che passò così a Francesco Stefano di Lorena ma che snobbò la
città ed i suoi palazzi mentre il successore, Pietro Leopoldo ammodernò la
città, fece diverse riforme e fu il primo ad aprire alcune ali del palazzo
al pubblico (1883).
Qualcuno sa chi rappresenta quest'immagine?
E' la reggia di Versailles, d'ispirazione italiana
fatta costruire da Luigi XIV proprio su ispirazione italiana, anzi,
Fiorentina. L'idea di Base è un Palazzo Pitti immensamente più grande ed a
doppia "U" rovesciata. Il Giardino che in Francia ha dimensioni
spropositate ma comunque bellissimo è comunque anch'esso una
rielaborazione dei giardino all'italiana il cui primo abbozzo è proprio
nella villa Medicea della "Petraia". L'influenza Fiorentina sulla Francia
è stata "facilitata" dalle parentele Medicee con i Re di Francia (Caterina
de' Medici). Con molto campalinismo, si può anche affermare che la cucina
Francese ebbe un grande impulso dalla cucina Fiorentina di li a poco
rielaborata. Le Crêpes, non sono "Crêpes", ma "Frittatine", non si fanno
sulla piastra ma in forno, devono essere soffici e delicate, quasi
struggersi in bocca. L'uso della frutta nella cucina prima dell'avvento
del pomodoro importato dal continente americano è tipico della cucina
fiorentina ma viene usato come "aroma" non come integrazione. Una salsa
all'arancia, va' fatta tirare e diventare omogenea altrimenti avremmo una
salsa esclusivamente dolce e non elaborabile in ogni gusto possibile:
salato, dolce, agrodolce. La lepre in dolce e forte, con cioccolato e
pinoli, l'uso della forchetta... insomma, ci sarebbe da scrivere un libro.
|