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San Gimignano - La città delle torri

Scorci della città di San Gimignano San Gimignano: su un colle di 324m tra la val d'Elsa e la val d'Era, già sede di antichissimi insediamenti etruschi dal periodo più antico alla tarda età imperiale. Importante passaggio sulla romana via Clodia e dell'ancora più antica Via Francigena, S. G. ha sempre avuto un ruolo di rilievo anche nel campo strategico-militare. Fu sotto Volterra, poi sfruttando la ricchezza dei commerci e la posizione geografica, ebbe un forte sviluppo già nel X sec.. Il primo nucleo nacque sul Poggio della Torre, ex-residenza del Vescovo di Volterra e sul Poggio di Montestaffoli dove poi fu costruita la potente rocca. Le aperte ostilità contro Volterra iniziarono nel 1130 e circa 20 anni dopo S. G. era praticamente autonoma. La città si alleò subito con F.nze contro Poggibonsi e Colle VE.. Nel 1207 fu costruita la nuova cinta muraria (inglobando i borghi di S. Matteo, e S. Giovanni), di cui restano ancora 3 porte: l'arco di Goro (N), l'arco de' Becci (E), gli archi di pietra di S. Matteo (W).

Scorci della città di San Gimignano - sulla destra il Duomo (collegata) Nel 1229 il ricco Comune mercantile, fu ancora con F.nze consolidando l'alleanza. In questo periodo le torri pare fossero 72, oggi ne rimangono 14 perfettamente integre. Nel 1251 S. Giovanni costruì la II cinta muraria e inglobò i nuovi quartieri incluso Montestaffoli con le due porte principali sulla Francigena: S. Giovanni e S. Matteo realizzate nel 1262, e due altre secondarie di Quercecchio e S. Jacopo. Queste mura erano alte e spesse di dura pietra provenienti dalla vicina cava di Pecille, intervallate da torri quadrate a consolidamento di alcuni tratti e da torri cave in altri punti già naturalmente difesi. Questa cinta è oggi quasi integra con tutte le sue porte orginali Tra il XIII e XIV sec. raggiunse il suo massimo splendore, poi una serie di lotte interne tra le famiglie Salvucci e Ardinghelli ne causarono la totale sottomissione a Firenze nel 1353.

Scorci della città di San Gimignano Furono quindi ulteriormente aumentate le fortificazioni: una nuova rocca, un alto torrione, 2 torri quadre; poi ancora nel 1470 aggiunsero 5 torrioni circolari bastionati. Non durò molto. Dopo la caduta di Siena nel 1555 la rocca e molte altre strutture furono demolite. Da vedere. Palazzo Comunale: Cortile e Sala di Dante. Museo Civico e Pinacoteca. Basilica di Santa Maria Assunta e Cappella di Santa Fina. Museo Archeologico. Chiesa di S.Agostino.C.Ila di S. Bartolo. Museo d'Arte Sacra, Museo Ornitologico e sala di S. Francesco.

 

Scorci della città di San Gimignano Chiese di San Gimignano

* Chiesa Collegiata.
E' in pratica il Duomo di San Gimignano e venne completata nel 1148. Considerata una delle massime espressioni dello stile romanico toscano. Ha tre navate il cui interno è completamente affrescato. Particolarmente rilevanti sono le "Storie di Santa Fina" di Domenico Ghirlandaio ed il "San Sebastiano" di Benozzo Gozzoli. Tra i pittori di scuola senese c'è di Bartolo Fredi il "Vecchio ed il nuovo Testamento". Il "Giudizio universale" è invece Taddeo Bartolo. Tra le sculture l' "Annunciazione" su legno di jacopo della Quercia e su marmo le opere di Giuliano e Benedetto da Maiano.

Loggia del Battistero (Oratorio di San Giovanni)
Si trova sul lato sinistro della Collegiata e rimase tale fino al 1632 quando vene chiuso e trasformato in oratorio. Grazie a questa trasformazione, la parete interna potè essere affrescata da maestri come Domenico Girlandaio, Giuliano di Martino Cetti e Sebastiano Mainardi. Dopo essere stato anche battistero quando il fonte del 1379, opera di Giovanni di Cecco vi venne locato, venne poi riportato all'uso per cui era stato costruito demolendo le tamponature murarie che chiudevano le luci delle colonne. Gli affreschi oggi sono visibili dall'esterno.

San Gimignano, effigie della Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza* Chiesa di Sant'Agostino.
Anche questa chiesa contiene numerosi affreschi, in particolare la Cappella di Santo Bartolo (Benedetto da Maiano), Storie della vita di sant'Agostino di (Benozzo Gozzoli), e altri resti di affreschi, tavole e tele di autori diversi (Benozzo Gozzoli, Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi).

* Pieve di Santa Maria
Posta in località Cellole, nel comune di San Gimignano fa parte della Diocesi di Volterra. Le prime notizie si hanno nel 1109, subì diverse ricostruzioni comprese tra il XII ed il XIII secolo, per poi essere consacrata nel 1238. Ha tre navate terminanti in 'un abside semicircolare. Le decorazioni interne, sono composte da lunette con i motivi tipici della val d'Elsa, poste in una serie di archi ciechi. All'interno c'è anche da notare il fonte battesimale in travertino che presenta resti di affreschi rappresentanti i santi e risalenti al 1300. La facciata è stata restaurata negli anni venti ed è decorata con travetti di travertino.

San Gimignano Chiesa di San Bartolo* Santuario di Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza.
Probabilmente nel periodo compreso tra il 1475 ed il 1499, Pier Francesco Fiorentino dipinse in un edicola l'immagine di Maria mentre allattava il sacro bambino. Con gli anni l'edicola e l'affresco vennero dimenticati e l'incuria lo fece ricoprire di rovi e piante. Nello stesso periodo tutta la valle subì un grave periodo di povertà dovuto ad una siccità prolungata. Si racconta che nell'aprile del 1668, Bartolomea Ghini, una donna muta dalla nascita che li intorno pascolava le proprie pecore, in quel giorno si mise a piangere a dirotto pensando alla sua condizione sociale e l'estrema povertà in cui era ridotta. In qual momento la pastorella vide una bellissima signora che le domandò il motivo di quel pianto. La pastorella riuscì a risponderle e la Signora le disse di recarsi a casa che avrebbe trovato la dispensa piena di paneo, gli orci colmi d'olio e la cantina con le botti piene di vino. In quel momento Bartolomea si rese conto di aver parlato e si dette a corsa verso casa urlando la propria gioia davanti allo stupore dei genitori che oltre ad avere una figlia non più muta, trovarono anche davvero quanto le aveva detto la Signora incontrata nel campo. Ovviamente la notizia si sparse e tutti i pastori della zona si recarono nel medesimo posto nella speranza di incontrare anch'essi la donna e di avere finalmente da mangiare ma trovarono soltanto un cumulo di rovi che decisero di Mappa della città di San gimignano con l'ubicazione delle principali cose da vedere eliminare per vedere cosa c'era sotto. Tutt'oggi il graffio che segna l'immagine della Madonna si dice che sia stato lasciato da una di quelle roncole e si decise di intitolare la Madonna a: "Madre della divina provvidenza". Successivamente la diffusione del doppio miracolo, la zona si riempì di pellegrini e in soli due anni attorno all'edicola sorse il santuario (1670). Nel 1923, con qualche secolo di ritardo, la chiesa venne elevata a santuario Diocesiano. Nel 1944 in un certo qual modo vi fu un altro miracolo. I tedeschi in ritirata la minarono e la fecero brillare ma la parete dove era posta l'immagine della madonna si salvò mentre gran parte della chiesa venne quasi totalmente distrutta. Venne ricostruito dopo diverse discussioni, secondo il modello precedente e completato nel 1949, il 19 ottobre. Nel 2000 il santuario è stato scelto come luogo giubilare per la concessione dell'indulgenza plenaria.

* Chiesa del Quercecchio ed ex-Oratorio di San Francesco.
Ospita il Museo ornitologico La chiesa risale al Cinquecento ed è l'antica sede della confraternita di Santa Fina.

* Chiesa dell'ex Conservatorio di Santa Chiara, San Gimignano.
Nello stessso luogo nel 1448 c'era lo spedale di santa croce dove vennero trasferite le 1500 monache di Santa Chiara. Nel 1700 venne definitivamente trasformato in conservatorio femminile per poi essere acquistato dal Comune e reso sede museale. E' l'unico esempio decorativo neoclassico della città. Alcuni dipinti importanti presenti nella pinacoteca provengono da questo complesso.

* Chiesa della Madonna dei Lumi.
Dentro le mura di San Gimignano, è situata all'estremità sud di via San Siovanni e risale al 1600. Gran parte delle decorazioni interne risalgono alla fine del 1700. Nel 1922, dato che la sua presenza ostacolava il passaggio da porta S. Giovanni, venne parzialmente demolita e ridimensionata.

* Chiesa di San Bartolo
Dentro le mura di San Gimignano, è situata in via S. Matteo. Citata in documenti risalenti al 1196, viene datata al 1173. E' una chiesa semplice in mattoni con il tetto sorretto a capriate lignee a vista senza controsoffittatura.

* Chiesa di San Francesco
Dentro le mura di San Gimignano, è situata in Via San Giovanni. Costruita nella metà del 1500, dell'originale costruzione, rimane soltanto la facciata in travertino mentre tutto il resto è stato modificato nel corso dei secoli.

* Chiesa di San Jacopo al Tempio
Dentro le mura di San Gimignano, risale al XIII secolo anche se si narra fosse stata costruita nel 1906, dopo la prima crociata in terrasanta dai suoi reduci. L'edificio presenta numerose curiosità: sull'architrave della facciata in travertino si trova uno stemma dell'ordine dei Templari, nella parte superiore in mattoni, c'è il rosone e dentro piccole mensole, furono collocati 13 bacini di ceramica di origine magrebbina. Nel suo interno vi sono tre importanti affreschi risalenti al XIV secolo: La "Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo Maggiore e Giovanni E.", la "Crocissione" e la "Deposizione nel sepolcro". Il primo attribuito a Memmo Filippuccio e il secondo ed il terzo probabilmente del Maestro della Madonna Strauss che probabilmente dipinse anche il "San Giovanni Battista", sul pilastro sinistro. Sul pilastro di destra si trova invece un dipinto di Pier Francesco Fiorentino, il "San Jacopo Maggiore".

* Chiesa di San Lorenzo al Ponte
Dentro le mura di San Gimignano, risale al 1240. Il suo nome è legato alla presenza di un ponte levatoio che collegata il castrum al castello del vescovo. Originariamente su un lato era presente un loggiato che poi venne chiuso e trasformato in oratorio. Da segnalare sulla parete destra del loggiato, "La Madonna della gloria". L'unica parte orginale è il volto, di Simone Martini, mentre tutto il resto è stato ridipinto nei restauri successivi del 1413.

* Chiesa di San Pietro
Dentro le mura di San Gimignano, proprio nel centro della città ma appartiene alla Diocesi di Volterra. La chiesa originaria era probabilmente più piccola e l'originale risale al XIII secolo. Anche in questo luogo vi sono affreschi della medesima epoca da vedere come "Annunciazione", la " Madonna in trono tra due sante" e l' "Adorazione dei Magi", di Memmo di Filippuccio. Infine la "Madonna che passeggia tenendo per mano Gesù, tra San Paolo e San Giovanni Battista", di Federico.

* Chiesa di San Girolamo
Dentro le mura di San Gimignano, è stato fondato nel 1337 ma ha subito numerose e ripetute modifiche nel corso del tempo. Vi sono comunque alcuni affreschi da vedere di particolare importanza del rinascimento fiorentino come la "Madonna col Bambino, San Benedetto e San Girolamo, San Giovanni Battista, San Giovanni Gualberto".

* Spedale di Santa Fina
Dentro le mura di San Gimignano, è stato fondato nel 1253 ed ha subito numerose e ripetute modifiche nel corso del tempo più che per bellezza come sopra, per esigenze pratiche ed adattarlo allo scopo prefisso. La facciata presenta un disegno del tardo rinascimento con delle lunette affrescate dal Mainardi con "Santi Bartolo, Gimignano, Pietro martire e Niccolò". Le due sculture di San Gregorio e Santa Fina risalgono, al 1498.

* Convento di Monte Oliveto
Da non confondersi con Monte Oliveto Maggiore, Siena. Quello di cui parliamo, si trova nel comune di San Gimignano e fu fondato nel 1340, poi successivamente ampliato nel 1548. Ricco di arredi rinascimentali, vi è un chiostro del '400, un bellissimo portico e la tomba di Antonio Salvi (1411). All'accesso una crocifissione del 1466 ad opera di un allievo del maestro Benozzo Gozzoli.

Musei
* Museo Civico
* Museo Diocesano
* Spezeria di Santa Fina-Museo Etrusco e Galleria d'Arte Moderna
* Museo ornitologico
* Museo della tortura: fa decisamente impressione anche se è da vedere. Vi sono un sacco di strumenti su come nel corso dei secoli venivano inflitte punizioni che se non erano mortali, lasciavano dei danni permanenti e gravissimi.


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